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*





*



*



*



Ferma.
Eppure
in viaggio.
Una
Armonia
di quattro.
Delineata
E mutevole
come l’acqua.



Dentro
e fuori
al confine



Libera
il pensiero




un sigillo
aperto



e
mille
mondi
possibili






 


 

Diario | stile libero | ballate | i Giganti | Suoni, immagini e pensieri | vecchi e nuovi tasselli di un puzzle... |
 
ballate
1visite.

21 aprile 2013

tic-tac ti-tac...

Balla la scimmia
alza la gamba,
piscia sull'asino,
che suona un'arpa;
canta il giullare stonato ed osceno,
bacia una croce e
scorreggia sereno,

tra accoppiamenti casuali e comprati,
ride il mercante,
rifilando patacche,
gode,ubriaco,
il magnaccia rampante,
mentre omaggia,
inchinato,
il mafioso trionfante,

che bacia le mani,
a porporati e profani,
avvinghiati fra loro,
in amplessi assai strani


tic-tac...tic-tac.....

nessuno che senta il tempo ansimare...
nessuno che senta quel lento ritmare....

tic-tac...tic-tac.....




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3 gennaio 2013

...presentat-arm!

Il padrone si è alzato,

il padrone si accende,

non sopporta né i no, né le reprimende;

il padrone è moderno,

quando  prende è per dare,

mentre i conservatori san solo parlare:

di rivoluzione, di lacrime, d’ ingiustizia sociale,

concetti passati,

senza base reale.

Il padrone si è offeso,

e spara i  suoi dardi,

tra insulti assai sobri e sorrisi beffardi;

prepara il terreno,

parla chiaro ai Poteri,

siano occulti, palesi ,

siano di oggi o di ieri;

egli lancia il messaggio,

fate bene due conti:

chi mi guida, nascosto,

ha influenze assai forti!

13 gennaio 2012

don Raffaè ringrazia...

Son tutti più stretti
attorno ai protetti,
fan barricata.
Il Palazzo si arma,
si arrocca a fortezza,
le parole fumose,l'offensiva sguaiata.
Le strette di mano,
il favore che impera,
si ringrazia, sospira,
con la faccia di cera.
il potente di turno
commosso, riabbraccia,
i compari, i fedeli...
quella brava gentaccia.


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4 dicembre 2011

o tempora o mores

Le urla, i proclami, le contraddizioni,

le risa sguaiate, le rozze allusioni

i moti di stizza,

le pseudo passioni,

che voi travestite

da indignazioni.

Le vite buttate,

inventate e svanite

e mai che capiate

a che siano servite.

Annientati , ma immobili

resi inermi da lacci,

che stentate a tagliare,

perché siete vigliacchi.

Prigionieri di un tempo,

un passato remoto,

che v’incarcera a vita,

nel futuro più vuoto.

Senza libero arbitrio,

facoltà di giudizio,

senza farvi mai Evento,

sopportate il supplizio.

 

Il Pensiero che non si tramuta in Prassi uccide sé stesso,

avvelenandolo di sogni abortiti,

strozzati dalla Paura.


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14 novembre 2010

Il Padrino

 

C'è un omino birichino,

dallo sguardo malandrino ,

che beato si compiace

del suo ventre assai procace.

Ben vestito e divertito

sul sofa spaparanzato

dà un'occhiate alle notizie

che il giornale ha riportato.

oh perbacco, il Presidente....

il "patron" non più vincente,

tallonato da vicino,

dal tipino molto fino ,

poi quell'altro,

pseudodruido,

ormai alquanto malridotto,

sventolando il suo vessillo,

manda avanti il suo pupillo.

Guarda un po', c'è pure il ganzo,

la camicia rimboccata,

pronto a vendersi a chiunque,

..che da tempo, ormai, l'ha data!

I duri e puri antagonisti,

con le "fabbriche" e gli artisti,

sono invece l'avanguardia,

dei passati progressisti

Tutti intenti a parlottare,

animati dall'ardore,

voglion tutti realizzare

un domani assai migliore.

Ride ancora quell'omino,

Don Qualcuno, ma importante,

mentre sceglie

il lestofante,

il suo prossimo delfino.

Quello che, tra i tanti pupi,

sarà il re del suo teatrino

mentre lui, spaparanzato,

scrive il testo recitato.


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7 ottobre 2009

il cavaliere disarcionato

 

Un piccolo cummenda
tanto mosse e s'industriò
che il tempo lo premiò
e divenne cavaliere.
 
Con nani e ballerine,
si prese uno stalliere,
esperti in trame e leggi,
un qualche faccendiere
dottore nei magheggi
 
ovunque fece stalle,
con parchi e gran piscine,
perché vi dimorassero,
mastini e gran cavalle.
 
Ma un dì,
una delle equine,
dal dente avvelenato,
durante il cavalcare
non lo ha disarcionato.
 
Ne venne un gran baccano
fu tutto un gran vociare,
accorsero i giullari,
e qualche ciambellano
 
Strillava il cavaliere,
e strilla ancora adesso
vedendo ovunque rosso,
sentendo che il terreno

fa spazio ad un gran fosso




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14 ottobre 2007

memorandum Per Domani

 

E' l'ora, compari
è giunto il momento:
concediamo,
oculati,
un sereno commento,
misurati, miei cari,
non siate sbruffoni,
c'è chi insinua
maligno,
che siam solo buffoni
speranzosi ma incerti,
idealisti ma fieri
ricordate lo scopo:
saremo meglio di ieri.
Quei lontani cugini,
ancorati al passato,
che ci sfidano, infami,
su un terreno minato.
Noi dobbiamo, speriamo, crediamo davvero
che la nostra creatura sia oramai la risposta
a una Storia baldracca, che tradì i nostri cuori,
nascondendo miserie, dolori ed errori,
di un'idea esagerata, tristemente applicata,
senza chieder, con grazia, se si fosse d'accordo.
Ma l'idea,
riplasmata,
modellata a misura
è ora pronta all'azione,
e non fa più paura!
Con accorta prudenza,
chiede a tutti un parere,
con sottile perizia,
studia il dare e l'avere,
Dimostrate entusiasmo,
non badate a quel vento
che grida inascoltato
"qui c'è un gran malcontento"
Negoziate con modo
con chi tesse le reti
e noncuranti dell'odio,
dimostratevi fieri,
che di un mondo migliore
voi sarete gli alfieri.

Insieme:

Con delicatezza, riformeremo,
gradualmente, cambieremo
(gli aspetti tristi di una realtà che non meritiamo);
col senno di poi e rinnovato amore
uniti nelle differenze, rispettosi delle reciproche rimostranze,
senza clamore,
senza furore,
senza colore,
senza dolore,
severi nel fronteggiare gli effetti,
rispettando la molteplicità delle ineluttabili cause,
parti integranti dell'umana natura ( dunque non estirpabili)
ma di cui, un giorno,
si renderà conto al dio
degli eterosessuali, occidentali, osservanti cattolici
praticanti, che biasimano (ma tollerano e praticano  pedofilia e quant'altro),
di quelli che commetteranno gesti efferati perché spinti da forze maligne a loro esterne.

Forti dei nostri convincimenti
senza badare al terreno che manca sotto i piedi,
saremo presto in grado di volare,
per incantare e conquistare chi,
ora,
ci guarda con disprezzo.
Con gioia,
sorridiamo
alla cinepresa
prima che qualcuno ricordi
d'aver già letto il copione
di questo film
da qualche parte.

----------------------------------------------------------

Da Lei per aderire ad un appello contro la violenza sulle donne.


 




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20 giugno 2007

Golem

 

Il Gigante si è alzato

e cammina sgraziato

l'andatura è pesante

non sa fare attenzione

 

non gli è stato insegnato

ad aver compassione

non si cura dei grilli

e infanga l'acqua che trova

 

il gigante ghermisce

ogni fiore che nasce

con i piedi d'acciaio

lascia ovunque una traccia

 

il Gigante ti cerca,

se  ne provochi l'ira

ti ricatta

ti compra

 

Il Gigante è più forte

se resisti ti schiaccia,

ma il gigante sparisce

se ne cerchi la faccia

 

è la mano d'acciaio

che rivolta la terra

è il veleno letale

infestante le acque

 

ma il gigante ti cura

ti sprona

t'infuoca il cervello

ti dà un ritmo di marcia

e vuol sentir solo quello

 

il gigante è nervoso

se sussulti di notte

il gigante ha premura

di lenire il dolore

 

ha la droga che serve,

la pastiglia che cura

ha il coltello che taglia

e con perizia sa usarlo

 

ha ricchezze rubate

conquistate le terre

ma difende i tuoi averi

se gli paghi indulgenza

 

il gigante è potenza,

tecnica e mezzi

è moneta sonante,

terapia salutare

 

il gigante è il tuo Golem.

 

Quando l'hai creato,

non pensavi che,

nel tempo,

si sarebbe nutrito

anche

di te.

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da draculia il 20/6/2007 alle 21:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

20 dicembre 2006

Dietro l'angolo...

 Sorrido. Appagato.

Estasiato dalle tue gesta

e dagli insulsi, piccoli pensieri

che ti portano a me

mentre, tu,

così ingenuo,

pensi di proiettarmi lontano

 

Sono Io..si...

mi intuisci?

 

il Pantano

lo Scherno

l'Istinto Brutale

il Ghigno Sdentato

il Te Stesso rimosso

 

Quel di cui ti vergogni

quel che tenti, ma invano

di lasciarti alle spalle

con una corsa veloce

 

povero piccolo uomo

povero nato per caso

 

E ti muovi anche agile

quasi bello d'aspetto

svelto, fino e prestante

verso nuovi traguardi

 

ora sai ragionare

hai imparato a contare

hai imparato a subire

per all'occorrenza  ridare

sai fuggire e scordare

dopo aver saccheggiato

violentato

ammazzato

(sai fare tante cose, creatura mia!)

 

e ti ho bene educato

ma non l'hai mai capito

(così magnificamente manipolabile...)

 

e oramai sai mentire

e persino truffare

quel te stesso che aborro,

che sognava, cercava

( ma cos'è che diceva?)

 

Cambiare ...

l'Altruismo

il Sogno, il Disinteresse

addirittura l'Amore...

altri mondi...altri mondi...

 

sorrido si

e molto ti apprezzo piccolo uomo.

 

Perché pensi di avermi cacciato

mentre ormai sto vincendo io

io che ti detesto

quando hai pietà

quando hai cercato (screanzato!)

di Amare davvero

cercando di sconfiggermi

perché volevi essere migliore.

 

Credevi di poter rialzare la testa

non pensando più a te stesso

ma all'altro

facendoti NOI

e non più IO

(Traditore! Ingrato! Vigliacco!)

quando ti sei sentito e sei stato

(raramente..per fortuna!)

DAVVERO

un UOMO.

 

Io, invece,

ti voglio così.

Proprio come ti vedo adesso.

Assecondami sempre

che il tuo riflesso ormai

coincide col mio viso deforme.

 

venditi e compra

e contempla il ritratto

del quale ho guidato la mano.

 

Si...il tuo specchio è truccato

ed è Opera mia.

Sopraffino Artigiano

son  Io.

 




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23 agosto 2006

la ballata degli ultimi

La festa continui

tra danze e fanfare

che gli ultimi, prego, possan partecipare

cantare, ubriacarsi nel gran Carnevale

che vengano, vengano,

che c’è da mangiare.

 

E nuove delizie gusti il loro palato,

attori emergenti di un palinsesto truccato,

si mettano in fila

raccontando le storie

di poveri cristi

a cui un premio sia dato

 

purché si considerino sempre rivali

e non pensino mai ad un vero riscatto

arriccino il naso alla potestà dello Stato

sia il furbo lodato, l’onesto gabbato

 

che nuotino soli,

ognun per sé stesso,

separati per classi,

per ceto e per sesso

 

che lavorino duro

senza troppe lagnanze

e mirino solo

a lussuose vacanze

 

che siano sottomessi alla Santità

e non si discuta sull’Autorità

che sian ben disposti a imbracciar una mitraglia

che ambiscano a ricevere, poi, una medaglia

 

ed anche se in guerra forse si muore

su tutto prevalga il concetto di Onore

e non ci si chieda se è giusto così

 

si sfoghino pure blaterando parole

si esprimano sempre

ma non attuino mai

quel che gli agita il sonno,

quando incombe il silenzio

che i potenti di sempre han chiamato utopia

 

che, forse, distolti da giochi e piaceri

potrebbero quasi sentirsi in ostaggio

come piccole ruote di un ingranaggio

che sbuffa e procede come conviene che sia

  

si tarocchi lo specchio

e che per pochi istanti

quelle misere immagini

siano quasi importanti

 

quando invece continuano a esser quelle di sempre

piccoli figuranti,

allettati e ingannati

come cani affamati, aizzati tra loro

azzannandosi al collo per un pezzo di cibo

 

il cibo che avanza, dopo un pasto abbondante

preparato con ciò che è già stato scartato

 

che la scelta migliore ha sfamato già altri

i signori, i padroni che si godono fieri

i saluti, i rispetti e gli auspici sinceri

di pedine ossequiose,

schiave oggi e anche ieri

 

E che gli ultimi, ignari, tra loro si uccidano

perché i ricchi e i potenti, tra loro, sorridano.




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16 giugno 2006

Ballata I

Le recenti argomentazioni della Chiesa circa la fecondazione assistita hanno riportato a galla un vecchio passatempo... che da oggi costituirà una nuova rubrica....



La chiesa insegna, la chiesa tramanda
sul nostro ciulare la chiesa comanda
Ma con quale diritto vuole insegnare
Se solo di mano un prete può andare?

Nemmeno di mano
rettifica in fretta
Che un vero credente
La mano
La abietta

Che non per piacere
Per semplice istinto
È fatto il giacere
( e per sesso distinto!)


E’ dolce effusione
Sensuale richiamo
Se non rechi danno
e nessuno è forzato
non esiste vergogna
e non c’è alcun peccato

Che gioia volgare!
Che abbrutimento!
Missione d’amore
è il concepimento
che Chiesa comanda
nel sacro momento
La Chiesa è materna
Non chiede che prole
E’ progetto divino
Un offrir a mani giunte…


…e veramente le mani tanto giunte non sono
che a sentir certi fatti
vanno in ben altri anfratti
( non solo nei propri…
ma in quelli degli altri!)
che a voler sublimare
senza mai realizzare
ogni sacro sentire
si va a far benedire...

quali insulse illazioni
quali biechi pensieri
quando umano è l’errore
per cui è morto il Signore
quando l’anima è persa
è pecorella smarrita
per ciò esiste la Chiesa:
Lei illumina e guida


Ma finiscila
E guarda
Cosa vedi di santo
in chi senza qualcuno
che gli sia almeno accanto
fa d’un coito una colpa
fa del corpo una fogna
dei pensieri peccati
e dei fatti vergogna

che ne sa della sorte
della vita e la morte
e del sangue e il calore
dell’ardore di un corpo
che ne sa di un bambino
quando il solo divino

son per lui l’acqua e il vino
e un’insipida ostia

non conosce il dolore
nella forma più vera
che ogni senso è astrazione
da annegare in preghiera
e alle leggi del cielo

eleva ciò che è terreno
e di umori ed odori
il cielo poco può dire

quanto poco cercare
quanto poco capire
e a chi libero è nato
pretendi inculcare

che non è sangue
né senso
né idea razionale
che per esser felice
ha da
  imparare a pregare.

Quali immonde parole
Che creatura perduta…

Quale immensa menzogna
Ancor oggi creduta….




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