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*





*



*



*



Ferma.
Eppure
in viaggio.
Una
Armonia
di quattro.
Delineata
E mutevole
come l’acqua.



Dentro
e fuori
al confine



Libera
il pensiero




un sigillo
aperto



e
mille
mondi
possibili






 


 

Diario | stile libero | ballate | i Giganti | Suoni, immagini e pensieri | vecchi e nuovi tasselli di un puzzle... |
 
Diario
1visite.

1 novembre 2015

Il pensiero digitale

Nuovi percorsi e prospettive da parte di uno studioso ancora poco conosciuto, che meritano assolutamente degli approfondimenti.Assolutamente.


7 gennaio 2015

il riso come arma

 e poiché il riso  spaventa  ancora molto, qualcuno pensa  di sconfiggerlo usando la violenza. Ieri come oggi. Probabilmente anche domani.



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16 novembre 2014

La Politica

La Politica, quella con la maiuscola, è tutto.

La Politica è cibo: quello che mangi è di scarsa o ottima qualità, a seconda dei mezzi economici che hai, del tempo a disposizione per consumarlo o gustarlo, dei luoghi in cui vivi;  dove allevamento e colture sono portati avanti in modo sano, senza ausilio di ormoni, fattori inquinanti e mortali, il cibo sarà fonte di sostentamento e nutrimento completo; viceversa, non nutrirà affatto  ma, anzi,  potrebbe causare   malattia e addirittura morte. Ciò che stabilisce le regole per un’alimentazione genuina, è la Politica. 

La Politica è amore: senza la sicurezza di un lavoro ed una casa, che dia dignità ed appagamento, il desiderio di fondare una famiglia, il lasciarsi andare all’innamoramento, il vivere con gioia sentimenti e passioni, son minati dall’angoscia di non poter provvedere a sé stessi ed a chi amiamo. La disperazione e la paura vincono sulla speranza, l’allegria e la spensieratezza. Ciò che attua una politica del lavoro che permetta ad ognuno di vivere (non sopravvivere) è la Politica.

La Politica è svago: più o meno per gli stessi motivi di cui sopra; senza testa libera non puoi realmente svagarti, ma solo stordirti, per non piombare nella disperazione o nella semplice tristezza. Passare il tempo libero diviene riempire un vuoto a cui la società consumistica tiene molto.

La Politica è cultura ed educazione: senza un’ educazione promossa dallo Stato, nessun individuo potrà mai uscire dalle regole apprese dalla propria famiglia; a qualcuno può andar meglio ,ma a qualcuno peggio; solo a scuola s’impara veramente il relazionarsi all’altro, il senso della Storia, le usanze di ogni popolo, il far parte di una comunità, sentendosi parte di un tutto e non una sua escrescenza. La lotta tra poveri nasce dalla scarsa educazione e dal fatto che in pochi detengano la ricchezza, a sfavore dei molti.

La Politica è evoluzione: la tecnologia, i nostri giochini hi-tech, pc e smartphones, i materiali ecocompatibili, le risorse energetiche naturali che permetterebbero ad una comunità di vivere nel confort senza acquistare petrolio e gas, son tutti figli della Ricerca: senza una Politica che la promuova, la civiltà si ferma.

La Politica è salute: per le stesse ragioni appena elencate, incentivando la ricerca con fondi pubblici si curano malattie un tempo mortali, si costruiscono ospedali e centri di ricerca, noi donne non moriamo più di parto, l’umanità vive più a lungo . Il proliferare dell’Ebola non è casuale: è strumentale e conseguenza di una cattiva prevenzione, una pessima gestione delle risorse economiche.

La Politica è ambiente: senza la salvaguardia di questo ,siamo solo parassiti che oltre ad impoverire le naturali risorse del pianeta provocano danni gravissimi: le recenti alluvioni, causate dalla cementificazione selvaggia, con materiali di scarsa qualità e senza studi approfonditi del territorio, ne sono una prova.

La Politica è anche fede, per chi crede: se sei grato ad un dio per la tua vita, lo ringrazi; non gli chiedi ogni volta qualcosa, sperando che te la conceda. Se sei realizzato non conosci la frustrazione, la paura. L’adorazione di una qualsiasi divinità sarebbe mossa dall’amore, dalla gratitudine, non dal terrore e dalla sottomissione.

In effetti, una buona Politica permette all’individuo sempre di dare, perché sicuro, sereno, anche se consapevole di non poter realizzare tutto ciò che vorrebbe.

Quella cattiva prostra, invece, l’essere umano, rendendolo schiavo di sogni che, man mano, grazie alla frustrazione, si trasformano in ambizioni smisurate ed egoistiche. Parla alla pancia, invece che al cuore ed al cervello.

Per questo mi piace la Politica con la maiuscola: perché è davvero Tutto;  mentre l’altra, quella con la minuscola, che coincide con il tornaconto di pochi, è solo distruzione del Tutto, per renderne sfavillante solo una parte; quella più vuota. Purtroppo, spesso e volentieri, ci scordiamo che siamo noi stessi a svuotare di significato di una parola tanto importante.

27 ottobre 2014

o tempora o mores!

Leopolda contro S. Giovanni.
Kramer contro Kramer.
Perché se una volta la politica della Sinistra era una questione di cuore, ora le aree interessate son ben altre...quelle più consone ad infilare un gettone.

2 giugno 2014

pensiero e prassi...per il pareggio di bilancio.

Gli "aggiustamenti strutturali"," gli sforzi aggiuntivi " , significano, tradotti in italiano dal gergo giornalistico-politichese, nuovi tagli a sanità, ricerca, cultura e servizi sociali, oltre che ad aumenti delle imposte richieste ai soliti noti. Nessuno che lasci entrare per l'anticamera del proprio cervellino renziano che applicando l'IMU sui beni ecclesiastici forse si ricavrebbero quei nove miliardi che servono per il pareggio di bilancio.
Il giorno in cui il signore biancovestito, che si fa chiamare Francesco, chiederà al governo di realizzare questa misura, mi convincerò che i Papi servono a qualcosa. Il giorno in cui Renzi glielo chiederà, mi convincerò che  anche quest'ultimo serva a qualcosa.


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permalink | inviato da draculia il 2/6/2014 alle 18:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 aprile 2014

oi dialogoi

-...tornerai?
-..certo..lo sai...
- quando?
- quando sarà il momento...





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6 aprile 2014

Le malebolge




Siete sicuri di conoscervi? Allora addentratevi nelle vostre...malebolge, senza paura....


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16 febbraio 2014

musica...




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22 gennaio 2014

Tetano prêt à porter

C’era  una volta l’età dell’Oro. Quella in cui l’Idea di un Bene Pubblico accarezzava le menti di una moltitudine; in tanti erano accomunati dal sogno di poter realizzare aspirazioni  e sogni che non consistevano semplicemente in piccoli beni: smartphone, pc, televisori al plasma, macchine potenti. Potente doveva essere la mente ad immaginare qualcosa che desse serenità a sé ed ai propri cari . Era evidente, all’epoca, che la grandezza di una persona non si misurasse da ciò che possedesse o dove fosse arrivato, ma che dal fatto che, partendo dal nulla o quasi, fosse riuscito a realizzare qualcosa di concreto: un benessere psichico e fisico per una comunità. Era scontato, all’epoca, che il porre mattone su mattone  costasse fatica e forza d’animo, ma sempre rispettando i criteri di onestà, intellettuale e pratica.  L’integrità morale era un vanto, a dispetto delle scarse risorse economiche.

Venne poi l’età del Ferro. Un ferro pungente ed arrugginito, mal tagliato appositamente da chi all’Idea del Bene Comune oppose il concetto di bene privato. Un bene fatto di confort e scarsa fantasia; un giardinetto ben coltivato ma circondato da mine antiuomo, costituito da appena due dita di terra messe lì a coprire una gigantesca palude. L’età odierna; dove i poveri, sempre più poveri, guerreggiano tra loro per le briciole lasciate da un ristretto numero di fabbricanti di ferro. Gli stessi che, a suon di parole ben studiate, meccanismi bancari e malavitosi,  hanno sradicato i sogni che una volta riguardavano un’intera popolazione, bollandoli come utopie, antistorici, antimoderni. Il ferro, invece, è modernissimo. Lo portiamo tuttora conficcato in quel posto  e qualcuno ne è pure fiero, tanto è abituato a camminare a 90°; essendoci cresciuto lo trova naturale. Sente  crescere in sé un malessere notevole ma non riesce neppure più ad immaginare una vita senza quel ferro conficcato la dietro.  Lo si ha da tanto tempo, nonostante ogni tanto gli si dia una manciata di colore. E’ causa della Malattia ma  lo si mantiene comunque. Come un vestito stretto ma necessario ad essere integrati. Tetano prêt à porter.


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19 novembre 2013

Emergenza Sardegna

per chi può, chi ha la fortuna di avere ancora un lavoro o ,comunque, disponibilità... c'è chi, oltre a non avere occupazione, non ha più neppure una casa o i propri cari...
dimostriamoci di essere ancora un popolo.


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5 ottobre 2013

Gli UNtori della legge

Ebbene si. I tutori della legge, i nostri cari angeli, per parafrasare una celebre canzone, parrebbero caduti anch'essi...
In un generale clima di decadenza, tutto è connesso, dopotutto.
Non bastavano i casi Cucchi, Uva, Aldrovandi. Dovevano eccellere.
Han fatto schifo persino ai loro colleghi.


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18 agosto 2013

Oi dialogoi III

-Entra..

-No…

-Hai paura?

-Non lo so..non voglio entrare…

--.. lì troverai  la causa …

-..non me la sento…

-preferisci arrovellarti sul sintomo?

- 

-.. solo tu puoi riconoscere la causa come tale…concentrarti sul sintomo non ti servirà a nulla….

-e tu?

- ti sarò accanto, ma a debita distanza…

-sai cosa troverò?

-forse….

-per questo sarai a debita distanza?

-per questo ti sarò accanto…



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12 luglio 2013

Sofisticate Banalità, di Alexandro Sabetti

C'è chi si sente sex-symbol, chi sogna di far la rivoluzione, chi si diverte ad accendere animi spenti, chi vuole-deve riempire dei vuoti esistenziali; Facebook risponde a tutto questo; è la manna, la risposta che richiede una società liquida, per usare un termine caro a Zygmunt Bauman. Sofisticate Banalità approfondisce le dinamiche che muovono questa contraddittoria nostra società!



1 luglio 2013

Infiniti movimenti....

Avanti...
indietro...
il tempo è un'illusione e lo spazio il suo complice fidato.
... nulla si perde...nulla si distrugge....tutto ritorna, ma in diversa forma....
ed  ogni volta...sarà un enigma...





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29 maggio 2013

Ciao Franca

Ciao Franca.

Franca che a noi donne hai insegnato tanto: a coniugare la bellezza con l’intelligenza , senza rinunciare alla dolcezza ed alla sensualità; ad utilizzare l’ironia, per sdrammatizzare il dolore; a coltivare il confronto e non il conflitto; ad usare la bellezza per divulgare cultura, senza mai inciampare nella volgarità; a superare l’enorme dolore di una violenza fascista subita proprio per aver dimostrato di poter fare tutto questo insieme, rendendolo dramma pubblico e monito per le generazioni successive alla tua.

Franca che ci ha insegnato il coraggio, la dignità, la gioia ed anche il dolore di essere donna.

L’unica maniera che abbiamo per non perderti  mai è quella di ricordarti attraverso le scelte di ogni giorno.

Grazie di tutto.


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2 maggio 2013

états d'âme

Arrivano.

Vestiti, taluni a festa,

abbigliati, altri,

di stracci;

come ad una festa non annunciata

si presentano all’improvviso

ed iniziano danze vorticose;

grigi e colori, armonie e rumori;

Danzano insieme.

Nessuno può cacciarli via;

e non sono stati invitati; ma loro arrivano

e proseguono il loro giro di danze,

scambiandosi cenci e vestiti,

finché non riesci a distinguerli.

Ballano;

e quando smettono, ti fissano divertiti negli occhi,

sapendo che tu,

che li osservi,

non saprai distinguere il pensiero vestito a festa da quello coperto di stracci.

Lo sanno.

E ti osservano a loro volta,

sorridenti.

Maledettamente sorridenti.


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17 aprile 2013

Lucia Annibali, una di noi

Una di noi. Una che ha amato, dedicato atti e pensieri ad una persona apparentemente innocua ed oggetto di dolcezza, attenzioni, amore, amicizia, comprensione,passione e che però, ad un certo momento, si è accorta di non poter più rivestire di queste attenzioni tale oggetto. L'oggetto in questione si è vendicato; nel modo più atroce e più vile. L'ennesima storia di un rifiuto mal vissuto. L'ennesimo fallimento di un'educazione per cui all'uomo non si deve dire no. E' una questione d'onore, di tradimento delle aspettative, di orgoglio ferito. Chiunque sia il responsabile di un simile scempio deve essersi sentito legittimato da secoli e secoli di storia, in cui la bellezza femminile diviene, da oggetto di contemplazione, venerazione e sensualità , strumento di vendetta e sottomissione: sei bella e mi hai attirato a te, mi rifiuti allora ti tolgo la bellezza e ti anniento psichicamente; un meccansimo primitivo che manda all'aria tutte le nostre belle conquiste tecnologiche e pseudo culturali. Sono ancora tanti gli esseri così, che non chiamo uomini volutamente. A nulla son servite l'educazione, la scolarizzazione, i viaggi, i rapporti sociali; la donna, per alcuni esseri apparentemente dotati di ragione, è , e resta, un mero oggetto da possedere e godere. Alcuni di questi elementi usano giacca e cravatta come travestimento alla propria bestialità, altri non temono neppure di mostrarsi per quello che sono.Credo che, a mali estremi, siano necessari estremi rimedi. Non la sempre ventilata pena di morte che non induce sofferenza, se non in un breve momento. No. Chi si macchia di un simile delitto deve soffrire. A vita. Dovrebbe subire quello che ha causato o perdere ciò che ha di più caro. Perdere ciò su cui si è sentito attaccato. L'orgoglio bacato ed una meccanica virilità. Che la virilità, quella vera, è ben altra cosa.

2 aprile 2013

Oi dialogoi

-Che rumore  i tuoi pensieri…li odo fin da qui…

-Lo so...

-Gli dai un ordine che non è il loro..

-Vanno per proprio conto …

-Vogliono ballare la loro musica…non quella impartita da altri…

-Sono assordanti...

-Son mutilati.....per questo urlano.


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5 marzo 2013

Musica maestro!




permalink | inviato da draculia il 5/3/2013 alle 17:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 febbraio 2013

Il grande rifiuto

E’ incredibile come in periodo di elezioni  le città  si popolino di manifesti  dalle facce sorridenti; ti dici quasi “ che persona alla mano, che sorriso accattivante”, finché l’occhio non scorre sul piccolo simbolo circoscritto all’angolo, dove riconosci una lista riconducibile ad uno dei soliti nomi che calca le scene politiche da circa 50 anni o poco meno.

 Eh no.

Questa volta, signori, vi dico di no.

Proprio per rispetto verso chi è morto per darmi il diritto di voto, per rispetto ad una Costituzione oltraggiata e dimenticata da chi avrebbe dovuto onorarla, per disprezzo verso chi avrebbe dovuto rappresentarmi ed ha pensato solo ad arricchirsi ed accrescere il proprio potere, mercanteggiando con chi il potere l’aveva già, questa volta vi dirò  di no.

Farò quello che non ho mai fatto.

Entrerò nella solita auletta di scuola un po’ squallida, adibita a seggio elettorale, mostrerò tessera elettorale e carta d’identità allo scrutatore ed al Presidente di seggio di turno e dirò che, esercitando il mio diritto di non esprimere alcuna preferenza sulla scheda, voglio che sia messo a verbale che non voterò alcun candidato. Richiederò che venga riportato nero su bianco che nessuno dei vostri fantocci mi rappresenta, ma non ho alcuna intenzione di fornire una scheda bianca alla maggioranza o di turarmi il naso e votare l’ennesima espressione di una sinistra che somiglia sempre più all’ombra di ciò che sarebbe dovuto essere.

Non me ne faccio nulla dei vostri volti sorridenti, delle false promesse e delle pseudo passioni.

Questa volta vi dico no.  Voglio che la disillusione che avere creato vi torni con l’effetto di un boomerang, perché avete sporcato l’unica passione che  può rendere realtà un’idea ed eserciterò l’unica arma che la legge mi ha messo a disposizione per esprimervi tutto il disprezzo che nutro per voi. Questa.

25 novembre 2012

correnti...

Puoi navigare, a volte apparentemente senza meta,

per ritrovarti a percorrere rotte prestabilite.

Rotte sognate, auspicate

Ma trovate per caso

o seguendo una sorta d’istinto ancestrale.

Quello dimenticato dai più,

che fa di ogni isola

parte di un arcipelago vasto.

Puoi quasi sentire la potenza della corrente

che trasportandoti s’incontra con le altre.

Se solo si capisse il Vero Potere

dell’Immaginazione…

(foto di Robert Wu, fondale oceanico in Antartide)






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6 ottobre 2012

cani da guardia all'opera

Forti con i deboli, deboli con i forti.

Cani da guardia sguinzagliati, più feroci dei dobermann,

in giacca e cravatta nei giorni di festa.

Drogati, da sostanze e menzogne,

aizzati, con la promessa , magari, di un aumento di grado o di stipendio.

Servi, zerbini su cui il potente di turno può sempre contare.

Protetti dal silenzio delle istituzioni e dei media,

che chiamano i pestaggi  “ cariche di contenimento”.

Se bruci una foto  e gridi “abbasso la casta” sei un terrorista,

 se licenzi migliaia di persone e sperperi il denaro pubblico

sei solo uno che sbaglia.

W l'Italia.

8 settembre 2012

Sulla condizione umana

Una delle migliori descrizioni della condizione dell’uomo, a mio avviso:

-“ Come si chiamano costoro, o Ermete, che scrivi i commentari degli dei?”

Alla risposta “Esseri umani”, riprese:

-“L’hai detto Ermete. E’ un’opera audace la creazione dell’uomo, essere dagli occhi curiosi e dalla lingua loquace, che finirà per ascoltare anche quello che non lo riguarderebbe, dall’olfatto inquisitore, che abuserà del tatto fino ad ogni eccesso. Tu, o Artefice della Creazione.,hai deciso di lasciare libero da ogni preoccupazione colui che è destinato a contemplare con audacia i bei misteri della natura? Vuoi lasciare privo di afflizioni costui che spingerà i suoi progetti fino ai confini della terra? Gli uomini svelleranno le radici delle piante ed esamineranno le qualità dei succhi. Scruteranno le nature delle pietre e dissezioneranno non soltanto gli animali irrazionali, ma anche loro stessi, desiderando indagare come siano stati formati. Stenderanno le loro mani audaci fino al mare, stenderanno le loro mani audaci fino al mare, e, abbattendo le foreste che crescono spontaneamente, si trasporteranno vicendevolmente fino alle rive al di là dei mari. Essi indagheranno anche quale natura ci sia nella parte più interna dei santuari, nei loro recessi. Essi cercheranno di conoscere la realtà fino ai suoi livelli più alti, intendendo indagare quale sia il movimento costituito dal cielo. E questo è ancora poco: non rimane più nulla, infatti, se non gli estremi confini della terra: ebbene, anche di questi indagheranno, nel loro desiderio, la notte estrema. Dunque, ammettiamo che costoro non abbiano nessun ostacolo, ma vengano iniziati al bene della mancanza di dolore, senza subire la violenza degli antipatici pungiglioni della paura, e possano godere di una vita priva di preoccupazioni, nell’arroganza. Costoro, allora, non armeranno la loro indiscreta audacia fino al cielo? Non tenderanno le loro anime prive di sollecitudini fino agli elementi (gli astri)? Insegna dunque loro ad amare fare progetti perché abbiano anche a temere la delusione della disfatta, perché siano domati dal morso del dolore, quando le loro speranze andranno deluse. La sfrontata intraprendenza delle loro anime sia gabbata da desideri, paure, dolori, speranze ingannevoli. Consumino le loro anime continui amori, speranze svariate, desideri che talvolta ottengono il loro scopo e talaltra non lo ottengono, affinché per loro anche la dolce delizia del successo sia anticamera di mali più totali! La febbre li opprima, affinché, divenuti vili, vedano punita la loro brama”.

-Tu ti addolori, Horus, figlio mio, all’udire queste parole che tua madre ti sta riferendo. Non ti meravigli, non rimani colpito, all’apprendere come il povero essere umano sia stato gravato?

Corpus hermeticum, Frammenti estratti da Stobeo, Estratto XXIII,

29 agosto 2012

sulcis in fundo

Il Presidente è solidale con i minatori; chissà che non pensi al riutilizzo delle risorse umane in qualche call center ; a tempo determinato, naturalmente.
L'importante è partecipare.


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19 luglio 2012

dedicato 4


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20 giugno 2012

just a suggestion...

Pssss..Presidente..si ..Lei…non si volti dall’altra parte…

Quel piccolo Stato al centro di Roma..si…quello che lei finge di non vedere… perché non lo sottopone a tassazione, osservando le indicazioni che diede un certo Gesù Cristo a suo tempo, invece di batter cassa presso i soliti ignoti? Non ricorda a chi andrà il regno dei cieli, Presidente?

Non ricorda più le parabole apprese durante il catechismo? Se continua così, che racconterà a  S.Pietro, un giorno, Lei tanto osservante?

Non sarà mica un sepolcro imbiancato, Presidente? 

18 giugno 2012

dedicato 3


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2 giugno 2012

dei borghesi piccoli piccoli

Voi non sentite più niente.

Le urla del dolore,

la disperazione che diventa rabbia,

la fame di giustizia .

Voi non siete più capaci di sentire.

Piccoli automi,

collegati tra voi dal filo sottile di compromessi imbarazzanti,

ricatti insidiosi,

piccoli giochi di potere che nel giro di pochi minuti possono essere spazzati via.

Avete perso la visione;

quella globale,

quella che mostra come tutto sia interconnesso.

Avete svuotato l’Idea di ogni sostanza,

alla stregua di un guscio vuoto,

e fate frittate di nulla.

Ciò che era nobile

L’avete reso ignobile,

inquinando la Memoria di false suggestioni.

Avete creato un esplosivo infernale che non sapete più

come disinnescare ;

e non c’è niente di più pericoloso di un leader che abbia timore

di ciò che ha creato e ne sia pietrificato.

Tranne una cosa:

che i leader siano più di uno,

accomunati dalla stessa incapacità.

Come voi.

20 maggio 2012

La Macchina

La macchina ha ingranaggi perfettamente sincronizzati.

Motori leggeri, che può spostare ovunque.

Ha un ruolo per ciascuno e cambia spesso scenario.

Rende protagonista il figurante, importante l’inetto;

crea i propri antagonisti al suo interno,

così da poterli controllare meglio.

La macchina colpisce sempre con cognizione di causa,

affinché panico e sgomento

diventino un monito:

non oltre il limite da me consentito!

La macchina  sa deformare lo specchio

che ti rimanda l’immagine,

conosce le tue aspirazioni e le tue paure,

con cui gioca,

nutrendosi.

La macchina lascia che tu dica, ti muova,

secondo i percorsi da essa assegnati.

Chi ne esce, per fortuna o azzardo,

vede cose di cui non è possibile parlare,

e neppure combattere

attraverso gli strumenti utilizzati fino ad ora.


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4 maggio 2012

Le Parole Ascoltano, di Angela Botta

Le Parole Ascoltano

.. di sogni, desideri, emozioni...le parole di Angela Botta ascoltano ciò che non osiamo confidare..talvolta neppure a noi stessi.



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